La violenza senza lividi

Il controllo del denaro può diventare una gabbia. Ha un nome preciso, e si può riconoscere.

di Veronica Cocolo

Uno stipendio che non si può gestire. Una spesa da giustificare. Un conto corrente di cui non si conosce il saldo.

A volte la violenza passa anche da qui, attraverso gesti quotidiani che possono sembrare normali, soprattutto quando si ripetono da anni.

La violenza economica non lascia segni sul corpo, e forse per questo se ne parla così poco. Eppure, secondo un’indagine WeWorld-Ipsos del 2023, il 49% delle donne intervistate dichiara di averla subita almeno una volta nella vita. Tra le donne separate o divorziate si arriva al 67%.

La stessa indagine racconta anche un’altra cosa: solo il 59% degli intervistati considera la violenza economica molto grave. Per molte persone resta una faccenda privata, una questione di carattere, di gelosia, di gestione della casa. Chi la vive spesso fatica a darle un nome.

Quando il denaro diventa controllo

Anche la Convenzione di Istanbul, il trattato del Consiglio d’Europa contro la violenza sulle donne che l’Italia ha ratificato nel 2013 , include il danno economico tra le forme attraverso cui può manifestarsi la violenza di genere.

Le forme sono tante,  lo stipendio che finisce su un conto a cui lei non ha accesso, la paghetta settimanale da giustificare scontrino per scontrino, il divieto di lavorare o la pressione per lasciare il lavoro dopo un figlio, i debiti e i finanziamenti firmati a suo nome, le informazioni sui conti di famiglia tenute nascoste.

Non si tratta semplicemente di chi guadagna di più o di chi si occupa delle spese domestiche. In molte famiglie la gestione del denaro viene affidata prevalentemente a una persona, per abitudine o per scelta condivisa. La differenza sta nella possibilità di conoscere, decidere e disporre delle risorse comuni. Quando il denaro diventa uno strumento per limitare la libertà dell’altro, non siamo più di fronte a una semplice organizzazione familiare.

La libertà di scegliere, la possibilità di andarsene

La dipendenza economica può restringere la libertà molto prima che una donna pensi di lasciare una relazione. Può condizionare la scelta di un lavoro, la possibilità di studiare, di frequentare altre persone, persino di affrontare una spesa senza dover chiedere il permesso.

Non tutte le situazioni di dipendenza economica sono violenza. Ma quando quella dipendenza viene utilizzata per esercitare potere, anche le scelte più quotidiane possono smettere di essere davvero libere.

Il sociologo americano Evan Stark, che ha dedicato una vita a studiare la violenza domestica, ha dato a questo meccanismo un nome: controllo coercitivo. Nel suo libro del 2007 sostiene che molte relazioni violente si reggono meno sugli schiaffi e più su una rete di regole, divieti e verifiche quotidiane che restringono lo spazio di libertà della donna. Per questo propone di considerarlo un reato contro la libertà, prima ancora che contro il corpo. Il controllo del denaro è uno degli strumenti con cui quella rete si stringe.

E quando una donna decide di andarsene, quella mancanza di autonomia può diventare un ostacolo concreto. Significa trovare una casa, pagare un affitto, mantenere i figli, spesso senza un lavoro e senza un conto intestato. Secondo i dati 2022 di D.i.Re, la rete dei centri antiviolenza, circa il 30% delle donne accolte aveva un reddito pari a zero.

Per loro la domanda «perché non lo lasci?» ha una risposta molto concreta.

Lo Stato ha previsto uno strumento: il Reddito di libertà, gestito dall’INPS, destinato alle donne seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali, in condizioni di bisogno. Il contributo può arrivare a 530 euro al mese per un massimo di dodici mesi, nei limiti delle risorse disponibili.

È un aiuto importante, ma i fondi non sono sempre bastati: tra il 2020 e il 2024 quasi una domanda su due è rimasta senza sostegno. Un limite che misura la distanza tra il riconoscimento di un bisogno e la possibilità concreta di dare una risposta.

Il prezzo delle scelte

C’è poi una questione che riguarda molte più donne di quelle che subiscono violenza economica.

Molte ragazze crescono ancora con l’idea che dei soldi “se ne occupa lui”, che chiedere di vedere l’estratto conto sia una mancanza di fiducia, che rinunciare a una parte del proprio lavoro per occuparsi dei figli sia una scelta senza particolari conseguenze.

Pierre Bourdieu, ne Il dominio maschile, parlava di violenza simbolica: una forma di dominio che funziona proprio perché appare naturale, al punto da essere condivisa anche da chi la subisce. “Se ne occupa lui” è una di quelle frasi. Nessuno la impone, si impara in casa, si ripete, e col tempo sembra buon senso. Aiuta anche a capire perché tante donne fatichino a riconoscere la violenza economica mentre la vivono.

Eppure quelle conseguenze esistono. Un part-time, un’interruzione della carriera, anni dedicati prevalentemente alla cura della famiglia possono tradursi in stipendi più bassi, minori contributi pensionistici e maggiori difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro.

Non significa che siano scelte sbagliate. Il lavoro di cura ha un valore enorme, anche quando non viene retribuito. Ma perché una scelta sia davvero libera, occorre conoscerne le conseguenze e poterle condividere, anche sul piano economico, con chi beneficia di quel lavoro.

L’educazione finanziaria, a scuola e in famiglia, serve anche a questo: a sapere quanto si guadagna, dove sono i propri soldi, cosa si firma. A comprendere che partecipare alle decisioni economiche non è una questione di sfiducia, ma di responsabilità e autonomia.

L’autonomia si costruisce prima

Ho conosciuto donne che non avrebbero saputo dire quanto ci fosse sul conto di casa. Non si consideravano vittime di qualcosa, e nella maggior parte dei casi non lo erano. Ma l’autonomia si costruisce prima, quando tutto va bene, perché è lì che serve se un giorno le cose cambiano.

Il 25 novembre se ne parlerà, come ogni anno. Sarebbe bello che, accanto ai lividi, si parlasse anche di conti correnti, di stipendi e di firme. Anche quella è libertà.

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