Il 27 luglio si è riunito il Consiglio comunale. Come gruppo di minoranza abbiamo studiato ogni punto e portato proposte concrete. Ecco, in parole semplici, di cosa si è parlato: cosa abbiamo chiesto noi, come abbiamo votato e perché.
Come lavoriamo
Una premessa sul metodo, prima del merito. Crediamo che si possa fare opposizione con serietà e rispetto: rispetto dei ruoli, ma soprattutto del lavoro delle persone – i dipendenti e gli uffici che ogni giorno mandano avanti la macchina comunale.
Il nostro contributo nasce da un lavoro puntuale sui documenti: leggiamo gli atti, li confrontiamo, verifichiamo i numeri.
Per capire e, dove possibile, proporre miglioramenti. È in questo spirito che vanno lette le nostre domande e le nostre proposte: collaborazione, non ostruzione.
Dietro molti numeri «tecnici» c’è quasi sempre una scelta politica. Anche quando una spesa è dovuta, decidere dove reperire le risorse e cosa ridurre non è un automatismo contabile: è una scelta di priorità.
E le scelte politiche appartengono al confronto in Consiglio: su questo abbiamo il diritto e il dovere di discutere.
Buona parte delle domande che abbiamo rivolto alla maggioranza non ha trovato risposta.
Anche questa è una precisa scelta politica: quella di non accogliere le riserve legittime della minoranza, tentando di spostare l’attenzione altrove. Il dibattito in Consiglio è sacrosanto, è la base della democrazia rappresentativa: è preciso dovere dell’opposizione pungolare, stimolare e verificare l’azione della maggioranza, che è tenuta a rispondere in modo preciso. Il fine comune è quello di avvicinare la macchina amministrativa del Comune alla cittadinanza, chiarendo i passaggi che risultano poco chiari. Continueremo pertanto a perseguire questo obiettivo, facendo domande – anche scomode – in Consiglio e con interrogazioni scritte, reclamando riscontri puntuali. Di cui vi daremo conto. Sempre.
L’assestamento di bilancio (e una variazione «urgente»)
Cos’è. A metà anno il Comune ricontrolla i conti: aggiorna le previsioni di entrate e spese e verifica che tutto resti in equilibrio. Da segnalare: si tratta della quarta variazione al bilancio dall’inizio dell’anno.
La delibera 60 e il «carattere d’urgenza». Tra i provvedimenti c’era la ratifica della delibera di Giunta n. 60 del 22 giugno: una variazione di bilancio (circa 39.000 €) decisa dalla Giunta «in via d’urgenza», che il Consiglio è poi chiamato a confermare. Abbiamo chiesto perché fosse urgente — una decisione presa d’urgenza deve essere motivata. In aula non abbiamo ricevuto una vera risposta: ci è stato detto che la questione era di competenza degli uffici. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione formale: sull’urgenza, dichiarata ma non spiegata, i cittadini hanno diritto a una risposta chiara.
Cosa abbiamo osservato sui conti. Leggendo i documenti abbiamo messo in evidenza dei passaggi a nostro avviso critici; solo per alcuni di questi abbiamo ricevuto delle sudate risposte. Ne riportiamo un paio, esemplificative, su punti che sarà utile seguire anche in futuro.
Il primo riguarda l’esigenza di efficientamenti energetici sui locali pubblici. Questa impatta in modo significativo già su questo esercizio 2026: sui 155mila euro di maggiori spese presenti nell’assestamento, cioè spese non previste a cui far fronte, il 44% circa (68mila) sono le bollette di scuole, uffici, palestra. Questi costi sarebbero contenibili proprio grazie agli efficientamenti energetici!
Il secondo riguarda il sociale, un comparto estremamente delicato, da seguire con attenzione e programmare nella sua interezza.
Le nostre osservazioni e le loro risposte:
- Perché avete rimandato all’anno prossimo l’intervento di efficientamento energetico della scuola primaria (662.000 €)? L’assessore risponde: per fondi attesi ma non pervenuti (bando assegnato, non finanziato).
- Come mai avete scelto di ridurre i fondi per il centro di aggregazione giovanile (CAG) e le ore di assistenza dedicata agli alunni che ne hanno bisogno? La risposta dell’assessore fa riferimento al numero cospicuo (otto) di alunni con difficoltà didattiche in entrata alla scuola primaria.
Come abbiamo votato: contrari sulla ratifica, astenuti sull’assestamento. Sui due punti il nostro voto è stato diverso.
Sull’assestamento di bilancio ci siamo astenuti. Alcune delle nostre domande hanno trovato risposta — pur con fatica — e questo ha permesso di chiarire una parte dei dubbi; altre, però, sono rimaste senza risposta o solo parzialmente affrontate, e in più occasioni la questione è stata rimandata agli uffici tecnici anche quando la scelta era, nella sostanza, politica. Con pieno rispetto per il lavoro degli uffici, il controllo sulle scelte politiche spetta al Consiglio: di fronte a un quadro in parte chiarito e in parte ancora aperto, l’astensione è la posizione che descrive con onestà il nostro giudizio.
Sulla ratifica della delibera 60, invece, abbiamo votato contro. Qui c’è un motivo in più: quando la Giunta decide «in via d’urgenza», la legge chiede che quell’urgenza sia motivata in modo specifico, e questa spiegazione non è arrivata. Approvare un atto che non risulta pienamente corretto sul piano formale non è ciò che un organo di controllo dovrebbe fare. I nostri voti li esprimiamo come persone che se ne assumono la responsabilità di fronte ai cittadini: per questo, senza una spiegazione chiara dell’urgenza, un “sì” non era possibile.
Da qui nasce anche una richiesta semplice e costruttiva evidenziata in più punti dell’odg: correggere refusi e forme prima del voto. Votare su testi corretti, anche nei piccoli dettagli, è ciò che permette a tutti, minoranza e maggioranza, di votare in modo sereno e sicuro.
Il regolamento sulle donazioni al Comune
Cos’è. Sono le regole con cui il Comune accetta donazioni di denaro, beni o servizi da privati e imprese (le cosiddette «erogazioni liberali»).
Cosa abbiamo fatto noi. Il regolamento era nuovo: proprio il momento giusto per scriverlo bene. In spirito di collaborazione, il 23 luglio abbiamo presentato le nostre proposte di modifica per renderlo più trasparente e più solido:
- un registro pubblico delle donazioni, consultabile online;
- l’atto notarile per le donazioni più importanti (sopra i 20.000 €);
- la decisione affidata al Consiglio, e non alla sola Giunta, per le donazioni di maggior valore;
- criteri chiari e imparziali di accettazione, resi noti in anticipo.
Il Segretario Generale ha giudicato tutte le proposte ammissibili.
Due precisazioni, perché sono i dubbi che di solito si sollevano. Sulla privacy: un registro delle donazioni ricevute da un ente pubblico è pienamente compatibile con la normativa. Si pubblica ciò che serve a garantire trasparenza, con le stesse regole già valide per molti altri atti del Comune; serve a tutelare i cittadini e la stessa amministrazione, non a esporre nessuno. Su tempi e costi: scrivere regole chiare mentre un regolamento nasce non costa nulla in più — un registro è un semplice elenco pubblico, e criteri chiari, decisi in anticipo, prevengono dubbi e contestazioni in futuro. È un investimento.
Come abbiamo votato: a favore. Qui il discorso è diverso. Pur avendo visto respingere quasi tutte le nostre proposte — è passata solo la correzione dei refusi formali — abbiamo votato a favore del regolamento. A nostro avviso qualcosa si poteva migliorare, ma per migliorare c’è sempre tempo, e un regolamento sulle erogazioni liberali ci è parso una buona base di partenza, soprattutto in occasione della festa di San Tito e delle possibili donazioni ad essa collegate. Il nostro voto guarda al merito e alla correttezza dell’atto, non al fatto che le nostre modifiche siano state accolte o meno.
Uno sguardo avanti: il piano dei prossimi tre anni
Cos’è. In questo Consiglio è stato presentato anche il documento che programma le scelte del Comune per il triennio 2027-2029.
Lo abbiamo studiato e vi abbiamo trovato molti punti da chiarire: alcune priorità dichiarate nel programma di mandato della maggioranza risultano senza fondi, e diversi dati vanno aggiornati. Il documento sarà definito in autunno: torneremo su questi temi al momento giusto, con proposte puntuali.
In conclusione
Il nostro impegno resta lo stesso: leggere le carte fino in fondo, spiegarle ai cittadini e chiedere trasparenza e attenzione alle persone — a partire da giovani, scuola e servizi.
Un’astensione meditata, un no motivato e un sì convinto, nello stesso Consiglio, raccontano bene come intendiamo il nostro ruolo: si vota sul merito e sulla correttezza degli atti, con rispetto e con i documenti alla mano. Continueremo a vigilare, punto per punto.
Sogniamo Casorate

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